SHAKESPEARE X 2 

 

scritto da 

Girolamo Angione - Gian Mesturino

 

con

 

ELIA TEDESCO - STEFANO ABBURA'

 

 

Regia 

Girolamo Angione

“Non c’è mai stato un filosofo che potesse sopportare pazientemente il mal di denti”
(William Shakespeare).

Un’epidemia di peste, che ricorda in modo impressionante quella che visse William Shakespeare nel 1592- 94, causa la chiusura dei teatri. In un teatro, però, sono rimasti due attori e il pubblico. Le autorità vietano di lasciare la struttura. Non resta che proporre una carrellata sulle opere del Bardo, aspettando tempi migliori... Quale giovane attore non sogna di interpretare un giorno in vita sua almeno una delle memorabili scene di qualche celeberrimo capolavoro dell’immortale Shakespeare? Di farne il proprio cavallo di battaglia, d’essere subissato dagli applausi, osannato dalla critica, portato in trionfo tra l’entusiasmo dei – o meglio, delle fans, conteso dai Talk show, invitato da Marzullo? Bene. 

Ora fate conto che gli attori siano due e, presi dal sacro fuoco, comincino a sfogliare dapprima l’elenco delle opere del Bardo (fortuna che sono solo 37...) poi l’elenco delle scene più famose dei titoli più famosi, e infine i personaggi più affascinanti e le battute più belle; e subito, come per gioco o per sfida o per invidia, perfidia, odio, amicizia, follia, disperazione, affetto, perfino per amore, si provino a recitarle: “Io faccio Prospero e tu Ariel, dai proviamo!”... “e Amleto? L’essere o non essere, te le vuoi perdere?” “Allora Enrico III: L’inverno del nostro scontento...”; “Se è per questo, preferisco Otello: Hai detto le tue preghiere questa sera, Desdemona?”. “Bravo! E cosa dovrei fare io, Desdemona?”; “E perché no?” “Perché sono un maschio!” “E allora? Al tempo di Shakespeare recitavano solo gli uomini. Avanti, fa’ Desdemona se no ti strozzo!” “Sì, ma dopo tu fai Giulietta!” “No, Caterina tutt’al più, così ti meno”. E così via, da Giulio Cesare al Mercante di Venezia, da Macbeth a Re Lear, dalla Dodicesima notte al Sogno, alle Allegre comari, a Molto rumore per nulla. I nostri attori scherzano tra loro, improvvisano, s’inventano gag e si fanno i dispetti; ma quando si tratta di recitare il Bardo diventano serissimi e danno il meglio di sé. Ne va dei loro sogni di gloria.

 

Dunque, se amate Shakespeare, non perdete l’occasione di scoprire per piccole dosi le sue opere più belle; non correte alcun rischio, perché, come dice il Poeta, “se noi, ombre, vi abbiamo scontentato, pensate allora - e tutto è accomodato - che avete qui soltanto sonnecchiato”... IL DIVERTIMENTO E’ ASSICURATO.

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