PIERO NUTI                 MIRIAM MESTURINO

OH DIO MIO

di Anat Gov

 

regia 

Girolamo Angione

 

 

 

 

In questo testo ironico, intelligente e surreale di una delle più importanti drammaturghe israeliane, la psicologa Ella, laica, ma desiderosa di una fede, madre single di un ragazzino autistico, riceve un paziente speciale, che dice di essere Dio. La donna inizialmente è perplessa, ma poi realizza di trovarsi veramente di fronte a Dio, un dio depresso, malato da 2000 anni, fragile seppur onnipotente, che sta meditando di spazzare il mondo con un nuovo diluvio universale.

In un dialogo- terapia scoppiettante, ricco di battute divertenti e acute, Piero Nuti e Miriam Mesturino affrontano problemi esistenziali, il mistero della creazione, la vita umana, le ingiustizie, i dolori, da due punti di vista contrapposti, quello di dio , deluso, e dell'uomo, schiacciato da un dio crudele.
 

Entrambi i personaggi sono forti ma estremamente fragili e trovano nella comprensione e nell'amore la via per affrontare dolori e delusioni, con un'apertura finale verso l'ottimismo, la fiducia e la speranza di momenti migliori, con il figlio di Ella, Lior, che per la prima volta riesce a dire "mamma".

Una commedia divertente e profonda di cui noi riteniamo importante con la recitazione e la regia restituire la particolarità e la modernità dello stile.

 

 

 

 

Un testo originale, pervaso nella migliore tradizione yiddish da un umorismo sagace, che diventa, battuta dopo battuta, una vera e propria argomentazione teologica.
Dunque, al di là del paradosso da cui muove, qualcosa di molto serio. E di molto divertente. Per il pubblico, certo, ma anche per chi è chiamato a realizzare lo spettacolo. Ecco perché.

C’è un attore che è chiamato a interpretare Dio: ma non in una battuta, con un intervento da voce fuori campo: no, proprio Dio, l’Onnipotente, che ti si siede davanti e comincia a dirti tutto il suo disagio, la sua rabbia, la sua paura... quell’attore è Piero Nuti che rispetto all’età di Dio, plurimillenaria, è poco più di un bambino ma che di esperienza di vita e di arte ne ha così tanta da poter affrontare il personaggio con molta consapevolezza.

E davanti a lui c’è un’attrice chiamata a interpretare la donna, la madre, la psicologa che in poco più di un’ora deve rimettere in sesto il Creatore e convincerlo che la sua creazione è l’opera di un grande artista. Quell’attrice è Miriam Mesturino: lucida, grintosa, penetrante, tenera e appassionata. Chi la conosce, nella vita e nell’arte, sa che quando vuole, non dà scampo a nessuno. Neanche al Padreterno.

Ecco perché anche il regista è già felice e divertito al solo pensiero di lavorare allo spettacolo e fiducioso - anzi sicuro - di riuscire a divertire anche il pubblico.

Girolamo Angione

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